La pallavolo è per tutti e non ha “muri”

 

Il volley è uno sport di squadra che tutti possono praticare, proprio tutti. Lo testimonia l’iniziativa di Miranese Volley che, tra i suoi atleti, contano una ragazza ed un bambino sordomuti. Un’ulteriore riprova di quanto lo sport sia per tutti, nessun escluso. 
Ci auguriamo che sia da esempio per altre iniziative come queste, perché lo sport unisce e non ha muri anzi, li abbatte.

 

Quest’anno tra i nostri atleti abbiamo una ragazzina e un ragazzino sordomuti.

Come potete immaginare farli allenare e giocare è un problema non solo comunicativo ma anche, conseguentemente, pericoloso. Siamo stati nel dubbio di accettarli o meno, poi grazie all’interessamento di un nostro dirigente abbiamo pensato, per sopperire in parte alla non comunicazione, di contattare una insegnante della Lingua dei Segni Italiana e quindi organizzare 12 incontri per insegnare ai compagni di squadra, agli allenatori, ai dirigenti e a tutti quelli che possono essere interessati, a comunicare con i nostri atleti.

Abbiamo ottenuto dal Comune il Patrocinio per questo progetto. Noi ci crediamo. Ritengo che questo sia un altro segnale per dimostrare, oltre a tutto il lavoro quotidiano che svolgiamo come associazione sportiva per i nostri ragazzi e ragazze, che ci facciamo partecipi ad abbattere quei muri che ogni giorno, per paura o ignoranza, la società cerca di innalzare verso chi è diverso.

E’ un bel segnale non solo per noi ma per tutto il movimento.

Giovanni Zulian. Dirigente Miranese Volley

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Semifinaleee! Bravissime!! Forza ragazze!!

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